4/10/81

Forse ho capito che sei solo una nullità,
anche tu come me,
l'uomo non può avere poi molto da dire...
è tanto il fruscio.

Ma in tanti anni abbiamo fatto tanti progressi,
anche se la guerra è la stessa di ieri,
c'è solo una sottile linea
che ci separa dal dolore,
e spesso si rompe.

Così molto spesso cedo al desiderio di odiarti,
e mi lascio trascinare dall'ira,
tanto trattenermi servirebbe solo ad uccidermi.
Esiste solo un sottile desiderio
che ci separa donna...
Spesso lo sento che si rompe.

Gentile signora non cambiare mai troppo la scena,
il regista potrebbe esserne scontento ,
sai anch'io ho letto molto,
e molti libri mi sembravano così belli.
Ma ora non è il caso di parlarne ,
così mia cara e bella signora
vorrei proporle di guardare la TV.

Ogni tanto qualche vecchia canzone finisce,
non è mai troppo il suono,
ne è mai vicino chi lo produce.
Solo nero-verde momento.
Io ho colto una rosa nel giardino ieri,
tanto che un uccello mi ha detto grazie...
povero illuso io l'ho fatto solo per me.
D'altronde succede sempre così.

Sempre più lunghe si fanno avanti le schiere di soldati.
Io mi sono sempre chiesto perché,
ma molto spesso mi sento chiusa la porta in faccia.
Se tu sentissi la musica che sento io...
è simile ad un mondo di strana forma,
evocazioni che risalgono a quando eravamo puri,
quando il peccato non poteva esistere.
Perché non esisteva un Dio per imporlo.
Uomini senza statura.

Sassofono sempre più forte, bello, virile.
Se fossi un frocio non mi innamorerei di te,
la tua barba non mi piace,
poi porti degli occhiali dalla forma strana,
comunque da sempre preferisco le donne.
Rapporti accaduti tempo e tempo fa,
mi tocca andarmene da questa vita...
confusione banale, tutto è solo totale essenza.
Poi ritornerà di colpo la pace.
Ma i colori stravolti, senza io, rimangono.

Assurdo, pazze idee...
urli...
strane visioni
Continui.

E' finito

Cosa c'è,
cosa c'è quando vedi una ragazza,
magari quella ragazza...

Cosa c'è,
cosa c'è quando senti una canzone,
probabilmente quella canzone...

Cosa c'è,
cosa c'è quando senti una voce,
una voce che ti chiama per un po' di tranquillità,
lontano da pensieri,
pensieri strani...
pieni di dolore...

Momenti di pace,
quasi felicità...
piano piano ti scopri a vivere per essi,
li cerchi quando sei stanco,
è così bello;
è strano.

Cosa c'è,
cosa c'è quando provi una simpatia,
magari quella simpatia.

Solo un attimo,
niente di più.

Come correre per una lunga strada,
e guardarsi attorno,
mentre senti il fiatone
che ti riporta alla realtà.

La nebbia della mattina,
un violino che senti da lontano,
semplici cose per semplici momenti,
semplice pace momentanea.

Strano che poi succeda
che io scriva le cose migliori quando non ci sei,
come tu fossi portatrice di sventure,
è bello però averti vicina.

"Tutto è come tu lo hai voluto"
mi disse un giorno mia madre,
solo che ora non sono capace di piangere,
tanto l'uomo deve essere virile.

Essere uomo sentirsi uomo,
e non essere capace di esserlo,
oppure è solo una lontana paura,
il responso di stupide malattie.

Vorrei tanto essere pazzo,
e forse un giorno riuscirò ad esserlo,
mi metterò su un prato e fisserò
per sempre un filo d'erba nella mia mano.

Un nome, un nome che non posso dire,
la paura è come un coltello,
un nome che amavo come pochi,
un nome che ora cerco di dimenticare.

Così scrivo per non dimenticare,
c'è chi beve, o fuma...
c'è chi decide di farla finita,
oppure di comprare un copia della Gazzetta.

Urlo e vorrei essere su un aereo,
fuggire via da questo posto,
cercare nuove città e paesi,
mi hanno detto che in america ci si diverte.

Ho voglia di una ragazza,
mi pare di stare nel deserto dell'odio
ne trovi solo assetate di vendetta,
cosa hai commesso tu.

Il sole è lì da solo,
vedi la tua ombra allungarsi,
e la giornata ancora una volta finire,
come i tuoi versi su questo foglio.

Lidia mi ricordo eri molto bella,
poi qualcuno o qualcosa ti ha uccisa,
mi ricordo il tuo viso su quel giornale,
nuda eri molto più bella.

Le sinfonie sanno essere violente,
più scrivi e più avresti voglia di lasciarle,
le sinfonie sanno essere cretine,
io posso diventare sadomasochista.

Una pagina dopo l'altra,
versi già sulla penna,
parole che escono come da un diario.
Giorno e giorno venuto andato.
 
 
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